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Altroequipe, gli Spettacoli..

.. ALTROEQUIPE  è un organismo multiagente che si distingue per l’interazione generata dalla mutua influenza tra le sue formazioni artistiche e scientifiche: coreografia/danza, suono, luce, architettura, motion capture e motion graphics..
qui di seguito l'elenco dei nostri spettacoli!
Sylvatica E-mail
( 21 - Voti )
Mercoledì 01 Aprile 2009 03:56
Indice
Sylvatica
Casting
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sylvatica150 Le mutazioni generative che si producono in SYLVATICA sono:
Descrizione dettagliata del concetto artistico
Realizzazione tecnica ...
Motion capture.. Interfaccia per corpi reversibili
.
Sylvatica - Performance Multimediale

Nel 2002 la Compagnia Altroteatro, diretta da Lucia Latour e i ricercatori del Laboratorio di Biomeccanica e Informatica dello IUSM, diretto da Aurelio Cappozzo, intraprendono alcune esperienze di formazione che dalla scena viva della produzione di PHYSICO (2001-2002) si concentrano presso lo IUSM, nell'ambito della ricerca condotta dal Laboratorio attraverso l'uso della tecnologia di motion capture. Si delinea quindi all'interno dello IUSM, una interessante operatività tra l'ambito scientifico, della bioingegneria, e quello artistico, della danza e dell'architettura, che predispone la costituzione di una équipe di ricerca, rivolta alla realizzazione dello studio pilota "Motion Capture, interfaccia per corpi reversibili", fondato sull'uso della motion capture animation in rapporto al corpo umano e allo spazio. La ricerca condotta prevede la produzione di forme spettacolari interattive. SYLVATICA è la prima in programma.
Sfoglia la galleria! coreografia
SYLVATICA è scena live. Si presenta attraverso un groviglio di "traiettorie" tra i corpi performativi, danza, suono, architettura, motion capture e motion graphics. Si organizza nella sua forma spettacolare con un alto grado di flessibilità e di modificazione interna. SYLVATICA è sistema vivente. I molti "corpi" di cui è costituito il sistema si dispiegano uno nell'altro e come in un software di animazione 3D si utilizza la "cattura" moltiplicata dallo stato reversibile delle percezioni, in una combinazione di materie deformabili e forze fisiche. La coreografia è generatrice della fusione tra tutti gli ambiti creativi coinvolti e si disperde con essi nei reticoli vivi che organizzano l'ambiente "intelligente" necessario a quello che accade, prima, durante e dopo la forma spettacolare. SYLVATICA vive in un ambiente interattivo che il suo nome informa della disponibilità a mutarsi secondo l'habitat che gli si offre.
Lucia Latour, aprile 2003
architettura
SYLVATICA si conforma come un organismo stratificato che può essere abitato e a sua volta abitare, nei differenti profili topologici che vivono anche nella danza. In genere nella stratificazione i corpi presentano una maggiore estensione sul piano orizzontale, e dallo strato emergente fino al suolo (che tollera anche il disordine organico come fonte della sua vitalistica autoalimentazione) si realizza una sequenza di con - presenze la cui temporalità è sempre reversibile. Lo stadio della materia vivente deve convivere con il suo passaggio in digitale (dematerializzato) in una condizione spaziale dove forse è possibile che la rappresentazione di questo "accoppiamento" entri in azione senza trovare ostacoli, producendo anzi un'elaborazione simultanea tra il rivelarsi e il manifestarsi dello spazio-corpo.
Orazio Carpenzano, aprile 2003
motion capture
SYLVATICA può essere vista, ma soprattutto vede, elabora, trasforma e ripropone. I suoi occhi, più rapidi dei nostri, colgono dettagli essenziali della coreografia di Lucia Latour e dell'organismo stratificato di Orazio Carpenzano. Il suo cervello elettronico, più rapido del nostro, utilizzando quell'informazione e la sensibilità alla motion graphics che Flaviano Pizzardi gli ha inculcato, è capace di riproporre allo spettatore stimoli purificati, cioè privati di uno scontato antropomorfismo, in cui corpo umano e spazio si fondono, in una forma vitale unica, con la musica elettronica di David Barittoni e le luci di Loïc Hamelin. Tutto questo davanti agli spettatori. Se le nuove tecnologie della motion capture mostreranno quei limiti che in fondo ci lusingano e rifiuteranno di agire in simultaneità con i danzatori, niente paura, il cervello umano, pur con i suoi tempi, vi pone rimedio senza grave perdita perché quelle tecnologie le ha comunque già sfruttate in un fondamentale esercizio di microscopia della motilità e sarà facile condividere quella esperienza sulla scena.
Aurelio Cappozzo, aprile 2003.



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Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Settembre 2009 15:57
 

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